martedì 28 giugno 2011

Non ho più parole per dire come mi sento. Le ho vendute al tempo balordo, alle utopie politiche agonizzanti e ai mercanti nauseanti che ho incontrato per via.
Setacciai l'ombra della luce per ridare simbolo magnetico al mio sperare.
E trovai solo lacrime, lo so, ma ero pura, autentica, in contatto con la bellezza.
Ora che quel contatto si è dissolto, la cura dell'anima non potrà essere filosofica.
A meno che la sophia di cui mi metta a fare ricerca non sia profondamente tragica e femminile.
Accettatemi per come sono, se credete. Ci ho messo anni per riconoscere le mie peculiarità. Non le posso più rigettare.
E se non sto bene in questo tempo, il problema è solo mio.
Un tempo avrei augurato con pietà sincera alle vittime dei miei strazi di essere benedette sempre dalla potenza dell'Arte e protette dalla fiducia nell'amore.
Confidare in queste parole di Tadeusz Kantor sarebbe un'operazione quotidiana da ripetere più volte al giorno:
"Rendere al pubblico ciò che nella vita dell'individuo c'è di più segreto, che contiene in sè un valore supremo che al mondo può apparire ridicolo, piccolo, una miseria. L'arte trae quella miseria alla luce del giorno.
Che cresca e che governi.
é questo il ruolo dell'arte.".


Ma io rimango altrove. Niente più cresce e l'anarchia è senza più freni perchè ho tradito anche l'arte, però, se credete, leggete poesie, ascoltate musica, cantate e guardate curiosi il cielo..in fondo, tutto passa finchè si sa scrutare la bellezza ed avere qualcuno vicino che cerca, diversamente, varchi simili.
Ogni tentativo di recidere le mediazioni tra io e mondo è insano , perchè ci si crede sovrani persino dei sentimenti.
Nulla invece appartiene all'uomo, nemmeno il tempo.
Se pensate di avere trovato la verità, l'avete già perduta.
Io pago la mia hubris senza sconti, come se non avessi mai letto un romanzo, visto nessun film o assistito ad una tragedia greca. Men che mai come se mi fossi laureata in filosofia e studiassi Gadamer da anni.
Ho sempre creduto nella resistenza, perchè il dolore non risparmia nessuno.
Ma stavolta tutto mi fa credere che mi stia dissolvendo.
Dove si nasconde l'errore?
Non lo so. Ma anche se lo si trovasse con certezza, resta sempre tanto amaro in bocca. Perchè la vita perduta nel frattempo non te la restituirà mai nessuno. Visto che non appartiene a nessuno, nemmeno a te che in questo momento sei sicuro di possederla ed orientarla dove tutto ciò che senti, credi e speri ti spinge a pensare sia il tuo bene.
La beffa è dietro l'angolo. E davanti, dietro, sopra e sotto tutto ciò che ti circonda.
Non resta che ascoltare e lasciare essere, forzandosi di distruggere la prigionia del proprio io, l'inconscio, il subconscio ed anche, e soprattutto, il Super Ego, pronti a ricominciare la stessa eterna lotta con un pizzico d'amore in più.
Ma a volte la macchina si inceppa, il disco s'incanta, le collezioni di bei momenti vengono del tutto dimenticate e persino l'elenco delle nevrosi si dilegua, quando il movimento si ferma ed il silenzio dell'incomprensione resta la sola dimora in cui mendicare briciole di pietà ed invocare la tregua.
Vorrei tanto essere una pianta. O magari un sasso. Ma non vorrei essere usato nè per fare il fuoco, nè essere auscultata per cercare la magia, men che mai per lapidare qualcuno. Lì, ferma, mentre il mondo diviene. L'eternità senza supremazia. Ecco cosa resta di tutti i miei ideali. Solo noia.

domenica 29 maggio 2011

Del vantaggio di non essere Dei

Si può lasciare andare qualcosa solo dopo che lo si è trattenuto. E siccome dovremo lasciare andare tutto, bisogna imparare nel tempo a contenere la stretta. Non ci facciamo più gelidi perché vogliamo essere gelidi, ma perché l’intensità dell’afferrare che esplode nella vitalità, è costretta ad affievolirsi nell’impoverimento progressivo che spetta a chi voglia farsi sempre più leggero e congiungersi con l’etere infinito nel quale siamo destinati a fluttuare come tracce, ricordi o anime quando i corpi cesseranno di compiere le loro funzioni vitali.

Dopo lotte sanguinanti, conflitti mai risolti, non c'è vita umana che non si trasfiguri nella dimensione mediana che le appartiene, ritrovando in essa la sua origine.
Nè Dei nè bestie.

A metà, in cerca di lievi contatti o di silenzi, nell'assenza di senso e gravità, lo spirito si modella senza modelli, perdendosi nell'infinito del respiro dell'Universo, calmo perchè il caos è senza alcun ordine di Re.

sabato 28 maggio 2011

In viaggio verso il tempo

Oltre l’Occidente. Né verso Oriente, né verso i poli. Oltre la grammatica, al di là della parola, del suono, delle tracce e contro ogni gerarchia. Silenziosa, sensuale e forte libertà, che non cerca assensi, consensi e commenti. E si ribella ad ogni giudizio e tentativo di cambiare le sorti altrui, confondendo l’esistere con una missione nevrastenica senza colori. Fuori dalla dicotomia “principio di piacere”- “principio di realtà”. Altrove, ovunque, per le vie del mondo e tra i sogni d’aria, acqua, terra e fuoco che insegnino di nuovo cosa sia la vita e quanto struggente e meraviglioso sia esserci, finché morte non mi separi da questo corpo benedetto e da tutte le esperienze incisive che esseri animati, inanimati, bestiali, divini, umani e troppo umani, vuoti, pieni, noiosi ed eccellenti mi hanno spinto a vivere, duellando con la mia storicità e modellandola volta per volta. Oltre Dio, anche se sempre in sua rammemorante e preveggente, ma intimissima- e perciò muta- ricerca. Ricerca di un nuovo amore allegro e rovinoso, folle e salutare come una fontana musicale che ogni tanto va in tilt, zampillando sangue e frammenti di pentagrammi...ma più in là, più in là.
Si cerca il tempo cercando lo spazio.
E ho bisogno del mondo, di impressioni e pochissime espressioni.
http://www.youtube.com/watch?v=m-y3GZrCjx0&feature=share

domenica 22 maggio 2011

Valèry e la libertà

DALLA PAROLA, AL CONCETTO, ALL’AZIONE..E POI, DI NUOVO, ALLA PAROLA.
Scrive Valèry:
LIBERTà: una di quelle parole detestabili che hanno più valore che significato; che invece di parlare, cantano; invece di rispondere, domandano; di quelle parole che hanno fatto tutti i mestieri, e la cui memoria è imbrattata di Teologia, di Metafisica, di Morale e di Politica; parole perfette per la controversia, la dialettica, l’eloquenza; appropriate sia alle analisi illusorie e alle sottigliezze infinite sia ai propositi di frasi foriere di tempesta.
Per questo nome, “Libertà”, trovo un significato preciso solo nella dinamica e nella teoria dei meccanismi, dove designa l’eccedenza del numero che definisce un sistema materiale sul numero degli ostacoli che si oppongono alle deformazioni di tale sistema, o gli impediscono certi movimenti.
Questa definizione, che deriva da una riflessione su un’osservazione elementare, meriterebbe di essere richiamata a fronte della significativa impotenza del pensiero morale a circoscrivere in una formula ciò che esso intenda con “libertà” di un essere vivente e dotato di coscienza di sé e delle proprie azioni. Ma, quando non vi è alcun riferimento comune che lo obblighi a mettersi d’accordo, nulla è più fecondo di ciò che consente alle intelligenze di dividersi e di sfruttare le loro divergenze.
Avendo dunque le une vagheggiato che l’uomo fosse libero, senza poter dire al riguardo cosa intendessero con queste parole, le altre, prontamente, immaginarono e sostennero che non lo era. Parlarono di fatalità, di necessità, e, molto più tardi, di determinismo; ma tutti questi termini appartengono esattamente allo stesso livello di precisione di quello cui si oppongono. Non arrecano alla questione alcun contributo che la sottragga a quell’indeterminatezza entro la quale tutto è vero.
Il “determinista” ci giura che, se si sapesse tutto, si sarebbe capaci anche di dedurre e predire il comportamento di ciascuno in ogni circostanza, il che è piuttosto ovvio. Il guaio è che “sapere tutto” non ha alcun senso.
Appena si stringe sui termini, in questo argomento come in tanti altri, tutto diventa assurdo: erano gonfi solo di imprecisione. Si constata facilmente che il problema non ha mai potuto essere veramente enunciato, che tale circostanza non ha mai impedito a nessuno di risolverlo, e che essa gli conferisce una sorta di eternità: esaspera la mente costringendola in un circolo chiuso. Il celebre matematico Abel, parlando di una cosa totalmente diversa, diceva: “Bisogna dare al problema una forma tale per cui sia sempre possibile risolverlo”.
È questa forma che bisognava cercare. Chè se è introvabile, il problema non esiste.
Se questa prima ricerca viene a mancare, il pensiero che si accalora su una parola si smarrisce in una quantità di espressioni particolari: a volte adotta un significato più o meno composito, una sorta di media tra quelli vigenti; altre volte un significato assolutamente convenzionale, che ben presto si confonde con quello in uso- ed ecco introdursi l’infinito degli equivoci e delle fluttuazioni del pensatore stesso.
È un errore molto facile, e tanto comune da potersi dire costante, fare di un problema di statistica e di notazioni radunate in modo casuale una questione di esistenza e di sostanza. Non vi è, non vi può essere nulla di più nel significato di una parola se non ciò che ogni intelligenza ha ricevuto dalle altre, in mille occasioni diverse e disparate, cui si aggiungono gli usi che essa stessa ne ha fatto, tutti i brancolamenti di un pensiero nascente in cerca della sua espressione. È dunque alla sola filologia, loro giudice naturale, che conviene sottoporre tutte le questioni i cui termini possono sempre essere messi in discussione. Soltanto ad essa spetta restituire le origini e le peripezie del significato e dell’uso delle parole, ed essa non presuppone loro un “significato autentico”, una profondità, un valore diverso da quello di posizione e di circostanza, che risiederebbe e sussisterebbe nel termine isolato.

lunedì 10 gennaio 2011

Antiche benedizioni solitarie

21 dicembre 2009. Conversione all'amore per l'anno che verrà.

CENERE

Infettata dalle vostre paure
Ammorbata dalle mie
Le emozioni più pure sono state
Ridotte spesso a moniti ostili
Nei confronti di quel che
Fin troppo giovane conobbi
E custodii ruvidamente
Dalla scia greve
della convivenza umana.

Oggi non esistono più scuse.
Affondo lieve nella porpora
Del mio intenso cuore
Lo proteggo di nuovo
Da qualunque insano oblio
Che la mente sciocca
Sfibrata suggerisce
Come rimedio al male.




Mi spiace, ora lo so
Lo so bene
Ci si brucia
Ma si brillerà poi ancora
Senza che cenere rimanga a lungo
Sul mio palpitare ingiusto
Verso volti lontani e stanchi
Inibiti dalla mia indecifrabilità
Avvolti dalla loro ambiguità
Seppelliti da domande errate,
forse solo da troppe risposte idiote.

Non lo so
Fallirò ancora, fallire è certo
Ma corpo e spirito sono smarriti
Se sbarrata resta la via Maestra
Che ha segnato il mio cammino,
Ed era vera, dolce e faticosa,
Sicuramente la più importante,
Che rinnegare è stato stupido
E foriero di morte.

Attendo che la cenere
Annunci il mistero
In luoghi e tempi
Che torneranno a bruciare
Come segni dell'unico incanto
Degno d'esser vissuto.

mercoledì 27 ottobre 2010

45 suggerimenti per sopravvivere nei prossimi dieci anni.

Dalla domenica del sole 24 ore del 17 ottobre 2010.

Aspettando i prossimi dieci anni

Un sorriso e sopravviveremo

Pessimista radicale, il romanziere canadese si difende dal clima avverso con l'ironia e dice come cavarsela - di Douglas Coupland scrittore

Douglas Coupland, scrittore di culto, autore di bestseller internazionali come «Generazione X» (1992), ha appena iniziato a Vancouver, dove vive, un ciclo di cinque lezioni («Massey Lectures») in diretta per la televisione canadese Cbc. Obiettivo: un romanzo in cinque ore. Nel testo che pubblichiamo, lui pessimista radicale, rivela come sarà il prossimo decennio con 45 suggerimenti per sopravvivere.


1 Staremo peggio
Niente rose e fiori nel nostro futuro. L'ascensore non sale, scende soltanto. La nota lieta è che a un certo punto si fermerà.

2 Il futuro non sarà futuristico
Sarà semplicemente strano e incontrollato, com'è adesso, perché cambiano troppe cose e troppo in fretta. Il futuro sembra strano perché è imprevedibile. Se il futuro non sembrasse stranamente inaspettato, vorrebbe dire che c'è qualcosa di sbagliato.

3 Il futuro accadrà, qualunque cosa facciamo.
Il futuro ci sembrerà ancora più veloce di oggi.
Le prossime infornate di tecnologie rivoluzionarie arriveranno, a prescindere da chi, , dove, o come le inventerà. Il futuro non è dettato solo dalla tecnologia, ma la tecnologia finisce sempre per lasciare il segno. L'unico fattore ignoto è il ritmo di apparizione delle nuove tecnologie. Questo determinismo tecnologico, con la sua sensazione di costante attesa di una nuova tecnologia epocale al giorno, è uno dei tratti distintivi del decennio che comincia.

4 Trasferitevi a Vancouver, San Diego, Shannon o Liverpool.
Gli sconvolgimenti climatici colpiranno anche in queste città delle coste ovest, ma almeno non si rischierà l'evaporazione da caldo o l'ibernazione da freddo.

5 Passerete gran parte del vostro tempo sentendovi come un cane legato a un paletto fuori dal negozio di alimentari: l'ansia da separazione diventerà uno stato permanente.

6 La classe media è morta e non tornerà più
Vi ricordate gli agenti di viaggio? Vi ricordate che a un certo punto sono praticamente svaniti nel nulla? é la fine che faranno tutti gli altri lavori che un tempo ci rendevano classe media: finiranno risucchiati in quel buco magico aspira-occupazione e cancella-ceti sociali dove sono svaniti per sempre gli agenti di viaggio. Ma questo non impedirà alle persone di continuare a considerarsi classe media, e con il passare degli anni diventeremo come il Sud prima della Guerra di Secessione, dove la gente si identificava con lo status sociale dei suoi antenati di tre generazioni prima. Benvenuti nel nuovo monoceto!

7 Il commercio al dettaglio comincerà ad assomigliare a un emporio messicano
In Messico, se vuoi comprare uno spazzolino da denti vai in un emporio, dove tutti gli oggetti in vendita sono esposti in contenitori di vetro lungo le pareti del negozio. Scegli lo spazzolino e uno dei troppi commessi presenti corre dietro a prendertelo. Non è molto efficiente, ma dà qualcosa da fare durante il giorno a persone che altrimenti sarebbero inoccupate.

8 Cercate di prendervi una casa vicino a una fermata della metropolitana
In un mondo di petrolio alle stelle sono gli unici immobili che non si svaluteranno, o addirittura aumenteranno di valore.

9 I quartieri di villette in periferia sono destinati a scomparire, specialmente quelli in stile California
è scontato, ma le case disabitate diventeranno luoghi di ritrovo ideali per bande criminali, gente strana e soggetti dediti ad attività illegali.I finti cancelli all'ingresso dei quartieri recintati diventeranno cancelli veri, e gli scheletri carbonizzati delle vecchie case per i colletti bianchi serviranno solo a rendere ancora più lugubri ed esotici gli edifici ancora in piedi.

10 Così com'è impossibile tornare a un computer più lento, è impossibile tornare a un livello di connettività più ridotto.

11 I vecchi non saranno più così sprovveduti.
Niente più motori di ricerca tarati appositamente per gli over 60, perchè i vecchi saranno un pochino più giovani di oggi

12 Aspettatevi meno
Non nulla, semplicemente meno

13 Godetevi la lattuga finchè potete.
E qualunque altra cosa che arrivi nella vostra vita a bordo di un camion. Per le verdure, abituatevi a quello che servivano negli alberghi delle stazioni ferroviarie alla fine dell'Ottocento. Marmellate. Conserve. Tutto sottaceto.

14 Qualcosa di più intelligente di noi sta per emergere
Grazie, algoritmi e cloud computing

15 Assicuratevi di avere qualcuno che vi cambi il pannolone
Sponsorizzate una classe di studenti di medicina. Adottate una crisi cardiaca intorno ai 50 anni

16 "Voi" vi trasformerete in una nube di dati che gira intorno al pianeta come una foschia sottile
è già abbastanza difficile capire come ci percepiscono gli altri fisicamente, ma il vostro io globale, informatico ed ectoplasmatico è altrettanto molesto: le vostre abitudini di spesa, i messaggi che avete lasciato sui blog, le vostre apparizioni sulle telecamere a circuito chiuso, tutto concorre a creare un io virtuale che forse vi risulterà estraneo e non vi piacerà.

17 Non vi sfinite a cercare di essere un individuo.
Siete diventati un nodo della Rete. Non cullatevi nell'illusione di essere un romantico individuo solitario. Nel nuovo ordine, siete solo un nodo. Non c'è scampo.

18 Le discariche dissotterrate intaseranno il mercato di manufatti del XX secolo.

19 L'Artico diventerà come l'Antartide: uno spazio di tutti e di nessuno.
Chi possiede l'Antartide? Tutti e nessuno. è una torta tagliata in fette non tutelabili dal tribunale. E prima di innervosirvi, domandatevi, se siete canadesi: siete in grado di tracciare una mappa anche solo vagamente convincente di tutte quelle isole nel Nunavut e nei Territori del Nordovest? Forza, disegnatemi al volo l'isola di Ellesmere.

20 Il Nordamerica potrebbe disgregarsi in tempi rapidi, come l'Europa dell'Est nel 1989.
Il Québec, tranquillamente e abbastanza affabilmente, sceglierà di lasciare il Canada. La California valuterà l'opotesi di dividersi in due Stati, fiscale e non fiscale. Cuba diventerà un Club Med armato. Gli Stati dell'Odio formeranno una coalizione.

21 Continueremo a essere tormentati dai fanatici della freddura, ma dovremo essere indulgenti perchè si scoprirà che la freddura è una specie di anomalia da overdose di connessione: il fredduraio, come quelli affetti dalla sindrome di Tourette, è fisiologicamente incapace di non freddurare.

22 Il senso del tempo continuerà a sfilacciarsi. Gli anni vi sembreranno ore.

23 Tutti proveranno le stesse cose che provate voi.
C'è una certa consolazione a trovarsi là.

24 Diventerà molto più facile spiegare perchè siete fatti come siete fatti.
Gran parte di quella che oggi chiamiamo "personalità" potrà essere spiegata in termini di funzioni chimiche e strutturali del cervello.

25 I sogni diventeranno più belli

26 Essere soli diventerà più facile

27 Rimorchiare diventerà sempre più meccanico e binario

28 Diventerà più difficile vedere la propria vita come una "storia".
Il modo in cui definiamo la nostra autopercezione continuerà a mutare attraverso nuovi metodi di socializzazione. Il concetto della propria vita come una storia apparirà un pò datato e smielato. La vostra vita diventa, a prescindere dal numero di amici che avete online.

29 Avrete più voce in capitolo su quanto lunga o breve volete che sembri la vostra vita.
La percezione del tempo ha molto a che fare con l'ordine che date alle vostre attività, con la quantità di attività che accumulate e con il tipo di spazi che lasciate (se ne lasciate) fra un'attività e l'altra.

30. Alcuni disturbi medici verranno visti come difetti di sequenziamento.
La capacità di creare e ricordare delle sequenze è un'abilità quasi esclusivamente umana (è stato dimostrato che alcuni corvacei sono in grado di ordinare le cose in sequenza). I cani, nonostante siano molto intelligenti, non sono ancora in grado di formare delle sequenze; è per questo che nelle mostre canine gli animali ben addestrati vengono portati al guinzaglio invece di completare il percorso autonomamente.

31. Le città assomiglieranno sempre più a confezioni Microsoft.
"Stavamo volando sopra Phoenix e mi sembrava di guardare la confezione raggrinzita di una MS Digital Image SUite 2006"

32 La comprensione della musica abbatterà tutte le barriere generazionali

33 Quelli che rifuggono le nuove tecnologie saranno visti come maniaci del controllo passivi-aggressivi, che cercano di irretire gli altri nel loro mondo, più o meno come le adolescenti vegetariane nei primi anni 80.
1980: "Non possiamo andare in quel ristorante. Karen è vegetariana e non hanno niente per lei"
2010: "In quale ristorante andiamo? Non lo so. Doveva dirmelo Karen, ma non ha un cellulare e non posso chiederglielo. Condiziona sempre gli altri, sono stufo. Andiamo da qualche parte e non diciamole dove".
34 Vi troverete inaspettatamente a rimpiangere gli anni 90
35 Gli stupidi comanderanno, solo per essere sostituiti da gente ancora più stupia.
Vivremo in un mondo senza re, solo principi in cui ormai non abbiamo più fede
36 La deriva metaforica diventerà endemica
Le parole adottate dalla tecnologia sconfineranno sempre più in nuovi ambiti, al punto da osservare leggi grammaticali differenti (ad esempio il mouse del computer, che in inglese al plurale fa mouses mentre il mouse-topo farebbe mice)
37 La gente smetterà di preoccuparsi di come appare agli altri
Il numero di categorie tribali di cui entrare a far parte diventerà infinito. Per usare un'analogia liceale, 40 anni fa c'erano i fichi e i secchioni. Oggi ci sono i gotici, gli emo, i punk, i metallari, i nerd e così via.

38. Sapere tutto diventerà noioso.
Cominciò come una cosa simpatica: a una cena con sei persone qualcuno fa una domanda su quel film giapponese che hai visto nel 1997 (Tampopo) , o chiede se Joey Bishop è ancora vivo (no). E nel giro di pochi minuti trovi la risposta per ogni cosa.

39 L'Ikea diventerà un santuario sempre più spirituale

40 In generale diventeremo più prosaici riguardo al nostro corpo

41 Il futuro della politica è l'impianto attento ed efficace, nelle menti degli elettori, di immagini impossibili da rimuovere

42 Passerete un mucchio di tempo a fare shopping online dalla vostra cella
L'ipercriminalizzazione delle classi basse, abbinata al trionfo dello shopping come attività culturale dominante, creerà un mondo in cui i due poli della società saranno lo shopping e il carcere.

43 Andare al lavoro offrirà sfide nuove ed eccitanti.
Acciottolati, buche, latrine, autobus sovraffollati, guardie del corpo a tempo, rapinatori, rapitori, campeggiatori abusivi, vecchie pazze coi denti storti che vi lanciano anatemi, paesani terrorizzati, ladri di organi, esibizionisti e tanta, salutare aria fresca.

44 La vostra vita onirica assomiglierà sempre di più a Google Street View

45 Accetteremo l'evidente verità che tutto questo ce lo siamo cercato.

venerdì 24 settembre 2010

The wild blue yonder



http://www.youtube.com/watch?v=0OBBeApW_f8&p=EB04F65F0AF759CB&index=5&playnext=3

"Finora voi quale velocità avete raggiunto?

Supponiamo che tu abbia iniziato il viaggio 20mila anni fa
All’epoca dell’uomo di Cro-magnon dei dipinti paleolitici nelle grotte del sud della Francia
Vai a caccia di bisonti, rinoceronti, mammut
Continui a 55mila miglia all’ora per altri 10mila anni
Ora sei nel Neolitico
L’umanità scopre l’agricoltura, alleva gli animali:
pecore, capre, cavalli, maiali e, quando dico maiali, intendo quelli domestici
questo è stato il primo peccato più grave dell’umanità
perché? Perché per allevare gli animali, devi diventare sedentario
nascono quindi i villaggi, dai villaggi i paesi, dai paesi le città,
che generano tutti i problemi che porteranno alla distruzione dell’uomo
allevare cani non è peccato perché aiutano l’uomo a cacciare quando è ancora nomade
ma allevare maiali si che lo è. Ho divagato
la nave continua per altri seimila anni
l’antico Egitto, i faraoni, le piramidi
ancora 2mila anni e siamo nell’antica Grecia, nell’antica Roma,
nel Medioevo ed altri peccati.
Secondo un poeta italiano sarebbe una buona idea
Scalare una montagna solo per divertimento
Gli svizzeri non lo fanno e gli sherpa l’hanno fatto solo quando
Gli inglesi annoiati del XIX secolo li hanno pagati per farlo
E così hanno rubato alla montagna la sua identità
Questo è stato peccato.
L’astronave continua il suo viaggio:
dichiarazione d’indipendenza, la Prima guerra mondiale, il comunismo,la seconda guerra mondiale, Marylin Monroe, Elvis Presley, fio ad arrivare ai giorni nostri.
Allora, quanto siete andati lontano?
Avete fatto solo il 15 per cento del viaggio per Alpha Centauri
Avete procreato soltanto 500 generazioni
Come potevate evitare unioni tra consanguinei, ribellioni, omicidi?
Come siete riusciti a non diventare dei mostri senza sapere
Da dove venivate o perché avete iniziato il viaggio?
Aggiungo anche che la stella più vicina
Che possiamo considerare non letale
Non è quella a 4 anni luce e mezzo, ma quella a più di 200 mila"

L'alieno, però, non considerava l'impressionante velocità di internet...
Non so quali impressioni possa avere suscitato la visione di questa "distopia" herzogiana. So solo dire che per me sono stati 80 minuti molto strani, cori sardi detestati massimamente a parte.
Ad un certo punto del documentario immaginario fantascientifico di Herzog, l'alieno Brad Dourif tocca il punto cruciale, la causa che ha portato allo scempio in cui viviamo oggi e che, quando lui racconta, si è già definitivamente compiuto.
Nato per essere un viandante senza tregua, l'uomo ha peccato e peccato gravemente accettando come sua caratteristica più evidente la sedentarietà.
Quest'accusa alla mancanza di ricerca nello spazio da parte dei terrestri forse non giungerà a chiunque come la chiave di volta essenziale per comprendere perchè siamo ridotti così e per quale ragione, più di qualunque contesa ideologica, prima di qualsiasi seria discussione persino sulla crisi economica e la disoccupazione, non ci sia niente di più urgente cui pensare se non il destino della terra.
Civiltà& progresso = morte della natura ed atrofizzazione del nomadismo che l'animale che ha ingenuamente e superbamente creduto di essere razionale e capace di grandi cose ha ignorato essere la sua caratteristica primordiale che, repressa dalla civilizzazione, resiste soltanto in poche etnie, dai più considerate "rozze", pericolose, inaffidabili.
A chi come me, già pigra e viziata dalla vita "intellettuale" ed affettiva, ha chiaro quali siano gli effetti generati su tutto il pianeta da questo modus vivendi occidentale, non resta forse altro che dichiararsi palmipedone, ostile all'edificare, al fondare, colonizzare, costruire e gettare basi, solo per inseguire quel perverso desiderio di stanziarsi anziché lasciare fluire, senza possesso alcuno, questo strano miscuglio di passioni e vanità che è la vita. Chissà, forse questo atteggiamento più che lassismo e strafottenza, assenza di responsabilità totale, potrebbe un dì essere interpretato come la sola forma di resistenza possibile proprio questa astensione decisa dal "segno"diretto, al quale si preferisce solo quello differito. Derrida ha riempito tanti cervelli, del resto, sicchè potrebbe davvero condizionare a livello globale una nuova visione etica del presente, come un meditato sentire comune nuovo, introdotto e trasmesso da parte di chiunque faccia i conti con la contemporaneità ed abbia scelto in che modo autentico viverla.
L'indietreggiare come l’unico atto d’amore che ancora si può rendere alla terra... e tendenzialmente anche nelle relazioni con gli altri...può darsi...
Ma ci sarà un motivo più "umano", forse, che ha provocato tutto questo, no? Qualcosa che un alieno non avrebbe forse mai potuto comprendere... Noi occidentali capitalisti abbiamo esagerato in un modo inenarrabile, però qualche strada da battere e cercare prima che sia troppo tardi forse ancora c'è data...Forse l'ignoto spazio profondo è un altro, quello che non tutti gli uomini sono pronti, capaci ed intenzionati ad esplorare.
Peccato, perchè chi inizia quel viaggio cerca quasi sempre anche il sacro, il che lo allontana da ogni pretesa fondativa e violenta verso la Natura e necessariamente lo spinge a ridurre l'aggressività nei confronti degli altri. O forse no, non è così. Non importa. Che anche la contraddizione inconcludente sia gettata in questo indifferenziato caos virtuale senza posa! Perdonate il mio più o meno noto spazio superficiale e proseguite il viaggio.
La sola profondità, del resto, qui possono cercare di darla alcune sconnesse riflessioni e rapide immagini tremolanti del nostro tempo fuori dal tempo, vigilia di sventura o di imperscrutabili nuove epoche di bellezza. Dipende dal nostro sguardo. Alla faccia di Herzog e dei suoi alieni.